Si tratta di una branca della chirurgia orale atta a ripristinare la funzione masticatoria e l’estetica mediante l’inserimento di radici artificiali inserite nella compagine ossea. Il materiale con cui è costituito l’impianto per lo più titanio o una Lega di esso, ma sono in studio altri materiali quali il biossido di zirconio (zirconia ad alta purezza).
L’uso dell’implantologia ha permesso di riabilitare la masticazione in modo fisso e predittivo là dove anni addietro l’unica soluzione era quella della riabilitazione mediante protesi mobile o removibile posso sacrificando elementi dentali sani per sostituire gli elementi mancanti con dei ponti fissi. L’impianto inserito nell’osso verrà osteointegrato, concetto coniato da Branemark, che consiste in un processo biologico attivo che prevede un diretto rigido attacco dell’impianto all’osso senza l’intervento di altri tessuti nell’interfaccia impianto osso. Questa capacità di integrazione è principalmente dovuta all’alta biocompatibilità di questi materiali che impedisce che possano essere rigettati; a questo vanno aggiunte la non corrosività e l’alta resistenza.
L’implatologia può essere distinta in:
- IMPLANTOLOGIA SEMPLICE: quando gli impianti vengono inseriti in zone edentule della mascella o della mandibola senza bisogno di ulteriori atti chirurgici.
- IMPLANTOLOGIA COMPLESSA: quando, oltre all’inserimento degli impianti o antecedentemente adesso, vanno eseguiti altri interventi quali l’aumento del volume di osso sia verticale che orizzontale, il rialzo di seno mascellare ed eccetera.A parte vanno considerati gli impianti inseriti in sede extraorale, mi riferisco agli impianti zigomatici e pterigoidei.